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Saturday 25th of May 2013

 

Premessa Programmatica

 

F.I.D.A.C. – UNA PREMESSA PROGRAMMATICA

 

L’affermazione che la F.I.D.A.C. è ‘apolitica’ e non si propone ‘finalità di lucro’ può sembrare solo un’esordio doveroso, come per ogni iniziativa associativa di questa natura. Ma nel nostro caso l’impiego di queste parole esprime una maggiore convinzione di quanto non venga richiesto dal puro valore formale, e questo perché non ci sfugge il senso essenzialmente ‘politico’ di una posizione assunta nel merito di aspetti riconducibili al bene comune.
La F.I.D.A.C. nel dichiarare che si prefigge di “comprendere in un'unica organizzazione a livello nazionale le Associazioni Professionali delle categorie riconosciute e regolamentate dal Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori delle Troupe, senza distinzioni pregiudiziali”, non intende esprimere alcun concetto di divisione da qualsivolglia altra realtà, ma piuttosto afferma la necessità di riconoscere intorno ad un nucleo di affinità professionali una possibile coerenza di progetto, perché possa risultarne maggiormente incisivo il fine ultimo di effettiva condivisione tanto nei suoi effetti specifici quanto in quelli più ampi.
E’ a questo fine infatti che la F.I.D.A.C. ricerca e coltiva sistematicamente il rapporto con le altre Associazioni del Settore perché, insieme, si possano concordare e avviare percorsi e progetti comuni, non escludendo, ma anzi auspicando, un possibile allargamento in futuro della sua stessa platea Federativa.
E’ ancora per un fine che si ritiene sia di interesse comune che la F.I.D.A.C. intende esprimere con convinzione un atteggiamento di salvaguardia del concetto qualitativo delle modalità realizzative e agire con responsabilità perché se ne producano effetti costruttivi nell’ambito produttivo dell’intero settore.
A questo fine, perciò, intende incentivare e promuovere iniziative che ‘le professioni del settore’ possano vedere come un’opportunità di riqualificazione delle proprie basi conoscitive e operative, secondo un rinnovato principio di coesione e collaborazione. E questo nella convinzione che tendere alla salvaguardia concreta del concetto di qualità, anche di tutti quegli aspetti che possono essere ritenuti prettamente ‘professionali’, nasca da una visione complessiva, e sentita come un bene, che attiene in senso ancora più ampio a quello di ‘cultura’.
Raccogliendo le istanze di ciascuna Associazione, e quindi facendosene portavoce, la F.I.D.A.C. intende valorizzare la professionalità dei propri federati, in considerazione delle loro specificità tecniche e artistiche. Ne deriva un compito di tutela degli interessi degli associati, relativi a fini diversi, tra i quali il riconoscimento delle attività realizzative e professionali del settore come contributi qualificanti l’opera nel suo valore creativo, fino a vederne riconosciuti i principi oltre che in campo normativo anche legislativo.
La F.I.D.A.C. intende farsi promotrice di un progetto di ‘formazione permanente’ visto, oltre che come strumento di aggiornamento professionale, come ‘sistema’ per recuperare e incrementare, in un più ampio respiro, le sapienze e le potenzialità dell’intero settore realizzativo cinematografico e audiovisivo la cui storia non manca certo di un profondo spirito costruttivo e culturale. Un sistema che sia capace di far evolvere le conoscenze, sia collettive che di ognuno, onde saper trarre dalle nuove modalità tecnico-operative appropriati indirizzi applicativi. Si intende perciò un tale progetto come un impegno da assumere nella prospettiva di una finalità condivisa il cui valore, si auspica, venga recepito ben oltre l’ambito, seppure già ampiamente rappresentativo, delle professionalità presenti nella Federazione.
In questo spirito la F.I.D.A.C. si propone come soggetto legittimo per gestire, nelle forme riconosciute, un tale processo anche sul piano applicativo, ovvero con un mandato pieno, basato sul riconoscimento, che aggiungerebbe a quanto detto un senso ultimo di responsabilità.
In forma aggiuntiva ma non secondaria, si propone di vigilare, tanto in merito agli aspetti teorici quanto nelle relative applicazioni pratiche, sia sul piano normativo che tecnico, sia consultivo che operativo, sull’effettiva applicabilità, e quindi funzionalità, di quelle scelte che risulteranno, anche qualitativamente, le più opportune.
Una tale necessità, eletta a principio, comporterà la necessità di un connesso aggiornamento, tempestivo e costante, delle strumentazioni, ovvero dei mezzi e dei sistemi tecnico-realizzativi, all’interno della relativa realtà professionale e produttiva.
Si tende perciò a vedere riconosciuta la Federazione in un ruolo di rappresentanza delle linee qui espresse in tutte le sedi in cui si dibattano tali temi.
Si auspica e si sollecita, come conseguente, un rapporto di consultazione sistematica con le Istituzioni di rappresentanza Sindacale onde considerare e articolare insieme, con cadenze che rispettino gli effettivi casi evolutivi, tutti quegli aspetti che richiederanno nel tempo un’attenzione adeguata in considerazione delle mutate condizioni delle forme realizzative, e certamente non secondariamente occupazionali.
Si intende sollecitare, diventandone parte attiva, un progetto che veda concordi
la FIDAC e gli Enti pubblici preposti, ivi compresi gli Istituti di Istruzione già legalmente riconosciuti, secondo un principio di perseguimento dell’incremento qualitativo, circa la necessità di armonizzare e rendere compatibili i diversi aspetti della ‘formazione’ del settore, a tutti i livelli, da quelli propedeutici a quelli professionalizzanti, fino a quelli creativi e innovativi, combattendo sistematicamente improprietà e approssimazioni.
Nell’intento di essere funzionali ad un ampio progetto di sistema condiviso, si ricerca un confronto aperto, costruttivo e funzionale con tutte le Istituzioni, sia pubbliche che private, e i loro esecutivi: con il Governo, con le Giunte e Amministrazioni Locali, con Enti diversi, con le Reti televisive e i gruppi produttivi di qualsivoglia natura e modalità, sia presenti che futuri, con le Fondazioni, con le Mostre e i Festival nazionali e internazionali, con le organizzazioni di eventi diversi il cui carattere sia inerente alle realtà realizzative delle forme comunicative riassunte nel concetto ampio di ’audiovisivo’. Con tutti quei soggetti che, sia a titolo progettuale che realizzativo, sia nel campo culturale che prettamente commerciale, ci si troverà ad incontrare nel comune interesse per una rappresentatività qualificata della produzione di questo settore.
La F.I.D.A.C. intende adoperarsi per la concreta applicazione delle norme internazionali previste in ordine al sostegno della riqualificazione e certificazione
costante delle professionalità, obiettivo dichiarato di tutti i paesi dell’Unione Europea.
Si intende anche stabilire rapporti di incontro e collaborazione, o anche confronto, con le ditte produttrici di attrezzature tecniche e sistemi tecnologicamente e metodologicamente avanzati, come anche con le loro rappresentanze commerciali. In una logica di aggiornamento costante e di attenzione per la sperimentazione, si potrà anche procedere, in progress, all’aggiornamento di una “pubblicistica tecnica” in cui i diversi prodotti si evidenzino per il valore qualitativo.
La F.I.D.A.C., sulla base della specifica competenza dei Soci delle diverse Associazioni confederate, potrà esprimere opinioni e riconoscimenti sulle modalità operative ritenute più opportune, in modo da rendere, in un concetto di utilità, un efficace servizio di orientamento all’interno della non sempre decifrabile griglia dei prodotti e dei relativi standard. Sarà cura, in coerenza con i principi istitutivi, proteggere il principio di distinzione qualitativa indicando criteri, metodologie e mezzi che rispondano opportunamente alle finalità ritenute oggettivamente più opportune.
In merito alla progettualità delle sue proposte, sempre tese all’interesse collettivo, la F.I.D.A.C. chiede di essere riconosciuta come soggetto in grado di operare direttamente e concretamente nel merito delle attività rispondenti alle finalità espresse, e quindi di poter beneficiare del riconoscimento alla gestione diretta degli investimenti concessi per tali attività.
Per quanto detto intende anche agire per far parte, non solo come interlocutore, dei Distretti Industriali del Cinema e dell’Audiovisivo italiani, ovvero quale “soggetto “
opportuno, contribuendo in modo fattivo alla loro progettazione, insediamento, sviluppo e organizzazione.
La F.I.D.A.C. si propone inoltre come punto di riferimento, anche organizzativo, per la costituzione di un Osservatorio Italiano Permanente sulle professioni e sull’andamento del settore.
La F.I.D.A.C., che nasce con la sua sede inaugurale in Roma, luogo tradizionale delle professioni del cinema e dell’audiovisivo, previo il riconoscimento delle finalità espresse auspica l’estensione della platea federativa attraverso l’adesione al nucleo iniziale da parte di consimili realtà rappresentative del settore operanti sull’intero territorio nazionale. Ne deriva la possibilità che si possa produrre una moltiplicazione delle sedi della Federazione, in grado di rispecchiarsi in una ‘politica’ coerente e comune. Così come potrà manifestarsi, a tempo debito, la possibilità di accogliere forme di collaborazione o indentificazione anche con entità operanti in campo internazionale.
La F.I.D.A.C. intende anche costituire un riferimento per la memoria storica delle ‘professioni’ del settore e, con gli appropriati sostegni, potrà istituire uno o più centri di raccolta e di archivio di materiali inerenti le attività diverse, tecniche, artigianali, artistiche, che costituiscono la parte imprescindibile del patrimonio e dell’identità di quel cinema italiano di cui non si vuole venga dispersa la consapevolezza.
E ancora, intende produrre opportunità, istituire punti di riferimento, spazi comuni, luoghi d’incontro e d’intesa tra le generazioni, tra le diverse esperienze formative, professionali, umane.
Infine la F.I.D.A.C., a partire dalla sua stessa articolata composizione che non consente equivoci di corporativismo, e impedendo il prevalere di recriminazioni sempre latenti, auspica che alle proprie scelte possano unirsi e corrispondere altre proposte di incontro e condivisione. Si dichiara disposta a cogliere con spirito di collaborazione ogni sintomo costruttivo perché al ripristino pieno del concetto di qualità, riferito all’intero ambito produttivo cinematografico e audiovisivo italiano, inteso nell’accezione più ampia, possa corrispondere un concetto evolutivo costante, che auspichiamo il nostro futuro riservi a tutti noi in modo pieno.



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